La produzione di prodotti farmaceutici è un processo complesso che comporta l’utilizzo di un’ampia gamma di sostanze chimiche, tra cui solventi, reagenti e principi attivi. Sebbene queste sostanze chimiche siano essenziali per la produzione di farmaci salvavita, possono anche rappresentare rischi significativi per i lavoratori se non vengono adottate adeguate misure di sicurezza.
PREVOR è partner di diverse aziende farmaceutiche da oltre 20 anni. Abbiamo potuto constatare in prima persona l’importanza dell’identificazione e della mitigazione dei rischi chimici in questi ambienti. In questo articolo affronteremo i diversi tipi di rischi chimici che possono essere presenti nelle industrie farmaceutiche e presenteremo strategie pratiche per proteggere i dipendenti dall’esposizione.
L’identificazione dei rischi chimici in un’industria farmaceutica è fondamentale per diverse ragioni. Innanzitutto, può migliorare in modo significativo la sicurezza e il benessere dei dipendenti che lavorano nel settore, riducendo la probabilità di incidenti o di esposizione a sostanze chimiche pericolose. Questo può, a sua volta, portare a un aumento della produttività del personale. In secondo luogo, la riduzione dei rischi chimici può diminuire il potenziale di contaminazione ambientale, aspetto essenziale per preservare l’ambiente naturale ed evitare impatti negativi sulla salute pubblica. Infine, può contribuire a garantire che i prodotti farmaceutici realizzati siano di alta qualità e conformi ai requisiti normativi, elemento indispensabile per assicurare la sicurezza dei pazienti ed evitare costosi richiami o problematiche legali.
Per tutte le ragioni sopra elencate, la minimizzazione dei rischi chimici riveste un’importanza primaria nella creazione di un ambiente di produzione farmaceutica sicuro e sostenibile.
È in queste aree che avviene la produzione vera e propria dei prodotti farmaceutici. I rischi chimici in queste zone possono derivare dall’esposizione alle materie prime, ai solventi e ai reagenti. Ad esempio, sostanze corrosive come l’acido cloridrico, l’acido solforico e l’acido nitrico, nonché sostanze irritanti come l’acetone, l’etanolo e l’idrossido di sodio, sono comunemente utilizzate nella produzione farmaceutica. Questi prodotti possono rappresentare rischi significativi per la salute se non vengono manipolati correttamente. Ad esempio, se un contenitore che contiene una sostanza come l’acido cloridrico viene maneggiato in modo improprio o si perfora, può fuoriuscire e causare danni ai dipendenti o alle attrezzature. In caso di sversamento di sostanze chimiche, è essenziale disporre di un piano di intervento di emergenza che preveda procedure per contenere la fuoriuscita, fornire il primo soccorso ai dipendenti coinvolti e garantire il corretto smaltimento del prodotto versato.
Le aziende farmaceutiche dispongono spesso di ampi laboratori per la ricerca e sviluppo, i test e il controllo qualità. Queste aree possono essere particolarmente pericolose a causa del gran numero di sostanze chimiche presenti. I prodotti chimici utilizzati nei laboratori spaziano da acidi e basi a composti altamente reattivi che possono comportare gravi rischi per la salute. In caso di incidente, spesso ci troviamo ad affrontare schizzi di entità minore rispetto al settore produttivo. Le persone che lavorano in laboratorio possono indossare i propri DPI e, maneggiando in modo improprio un’apparecchiatura, possono subire schizzi di sostanze chimiche che penetrano sotto gli occhiali di protezione o tra gli indumenti. In questi casi, è necessario reagire rapidamente per garantire la salute del dipendente e la sicurezza dell’ambiente di lavoro.
Le sostanze chimiche utilizzate nella produzione farmaceutica devono essere conservate in modo sicuro per prevenire incidenti, incendi ed esplosioni. Uno stoccaggio inadeguato può inoltre provocare sversamenti e perdite, con potenziali rischi significativi per la salute e la sicurezza dei dipendenti. In queste aree possono essere presenti tutti i tipi di prodotti: acidi, basi, agenti riducenti, ossidanti e agenti chelanti. Devono essere conservati in zone designate, dotate di ventilazione adeguata e di misure di sicurezza appropriate. È inoltre fondamentale separare e creare barriere tra i prodotti che possono risultare pericolosi se entrano in contatto tra loro. Gli acidi, ad esempio, devono essere stoccati lontano dai prodotti basici per garantire che non vengano mai a contatto e non generino una reazione esotermica.
Gli stabilimenti farmaceutici generano grandi quantità di rifiuti, compresi rifiuti pericolosi che devono essere gestiti correttamente. Il processo di trattamento delle acque reflue, spesso presente in questi siti, può essere suddiviso in diverse fasi principali: arrivo degli effluenti, pretrattamento (grigliatura, dissabbiatura, sgrassatura e disoleazione), trattamento (fisico-chimico e/o biologico, seguito da chiarificazione), disinfezione, regolazione del pH e trattamento dei fanghi. Nelle diverse fasi del processo, l’acqua e i fanghi vengono controllati e analizzati per garantire il rispetto delle normative ambientali locali. Durante l’intero processo di gestione dei rifiuti, si utilizzano acidi come l’acido cloridrico o basi come la soda caustica.
I rischi industriali legati al deterioramento o al malfunzionamento delle apparecchiature portano le aziende farmaceutiche a effettuare frequenti operazioni di manutenzione degli impianti. Durante le operazioni di svuotamento, pulizia, sanificazione e spurgo possono verificarsi incidenti. Le principali cause sono le proiezioni di sostanze chimiche che possono avvenire, ad esempio, in seguito alla rottura di un tubo o di un serbatoio in pressione, oppure durante lo smontaggio di tubazioni o valvole.
L’identificazione dei rischi chimici rappresenta il primo passo per proteggere i dipendenti dall’esposizione alle sostanze pericolose. Le aziende farmaceutiche devono effettuare valutazioni approfondite dei rischi per individuare i pericoli e implementare adeguate misure di sicurezza volte a prevenire gli incidenti e tutelare il personale. Ciò può includere l’elaborazione di protocolli di sicurezza, la formazione specifica in materia di sicurezza e la garanzia che i lavoratori abbiano accesso ai dispositivi di protezione individuale (DPI) appropriati, al fine di ridurre al minimo il rischio di esposizione.
Una volta identificati i rischi chimici, è fondamentale adottare misure per proteggere i dipendenti dall’esposizione. Ecco alcune strategie che le aziende farmaceutiche possono utilizzare per tutelare il proprio personale :
Per concludere, i rischi chimici rappresentano una preoccupazione importante negli stabilimenti farmaceutici ed è fondamentale che le aziende adottino misure proattive per proteggere i propri dipendenti. Ciò include l’identificazione dei rischi, l’implementazione di adeguate misure di sicurezza e la fornitura di una formazione completa in materia di sicurezza. In caso di sversamento o di esposizione a una sostanza chimica, una decontaminazione rapida ed efficace è essenziale per ridurre al minimo il rischio di lesioni. L’acqua è una soluzione passiva che diluisce il prodotto chimico e consente un lavaggio meccanico superficiale. La soluzione DIPHOTERINE® è una soluzione attiva che non solo rimuove il prodotto chimico dalla superficie, ma ne arresta anche l’aggressività e consente di estrarre la sostanza chimica che è già penetrata nei tessuti cutanei o oculari.
Dando priorità alla sicurezza e adottando le migliori pratiche, le aziende farmaceutiche possono creare un ambiente di lavoro più sicuro per i propri dipendenti e ridurre al minimo il rischio di esposizione alle sostanze chimiche.
Per saperne di più sui diversi benefici di DIPHOTERINE®, visitate la nostra pagina!
RIFERIMENTI PRINCIPALI :
INRS, Laboratoires de chimie (2018)
INRS, Fiches toxicologiques (FT30, FT238, FT154, FT157, FT43, FT5, FT32, FT16, FT51, FT258, FT123, FT13, …)
Officiel Prévention : La prévention des risques professionnels dans les industries phamaceutiques (2013)
