Acido nitrico, un pericolo subdolo

L’acido nitrico è un acido forte, presente in natura sotto forma di sali (nitrati) e la cui formula chimica è HNO3.

L’acido nitrico è un ossidante forte che attacca quasi tutti i metalli.
Grazie alla sua capacità di separare l’oro dall’argento mediante dissoluzione di quest’ultimo, in passato era chiamato "acquaforte", Da non confondere con l’acqua ragia, che è una miscela di acido nitrico e acido cloridrico, nel rapporto di una parte di acido nitrico per tre parti di acido cloridrico e presenta questa denominazione perché dissolve l’oro, il re dei metalli.
In passato, si otteneva l’acido nitrico a partire dall’acido solforico e dai sali di nitrato (come il nitrato di sodio, NaNO3). Tra le numerose applicazioni tecniche dell’acido nitrico, vi è la nitrificazione dei composti organici (fabbricazione di esplosivi, concimi artificiali, carta e vernici).

Sinonimi: acquaforte, acido azotico, acido nitrico

Acido nitrico, un pericolo nascosto
Soluzione concentrata di acido nitrico

La produzione dell’acido nitrico è estremamente inquinante, libera dei gas che contribuiscono alla manifestazione di piogge acide e aggravano l’effetto serra.
L’acido nitrico, tra le sua particolarità, ha quella di diventare un agente attaccante molto particolare, con una reattività propria, ovvero, una reazione a contatto con la pelle di xantocromia (aspetto giallastro della pelle dopo un certo periodo di contatto, risultato della reazione con la cisteina della nostra pelle).

Nel corso di questo fenomeno, l’approfondimento e l'aggravamento delle lesioni sono nette, così come l’aspetto evolutivo e finale, trasformando danni apparentemente superficiali in lesioni del 3° grado in alcune ore o giorni. L'utilizzo dell’acqua, che agisce sia per effetto di trascinamento che di diluizione, favorisce un po' la penetrazione dell’aggressore, il lavaggio generalmente non è sufficiente e la reattività dell’acido nitrico non viene arrestata, aggravando ulteriormente le lesioni.
Nel caso in cui il tempo di contatto è superiore al minuto e quindi con una penetrazione più in profondità del prodotto corrosivo, l’utilizzo della soluzione decontaminante DIPHOTÉRINE® può e deve essere prolungato, per tentare di bloccare il processo chimico di reazione intracellulare sottocutanea.

In chirurgia dermatologica, l’acido nitrico viene utilizzato per cauterizzare le verruche o le callosità, provocando una bruciatura di terzo grado progressiva e controllata, con buoni risultati.

Qualsiasi aggressione da acido nitrico anche se decontaminata in modo appropriato con la soluzione DIPHOTÉRINE® dovrà essere monitorata da un medico per circa 5-7 giorni, a causa delle sue particolarità (lesioni evolutive).

Docteur Carlos Yoshimura,
Chirurgo plastico d’emergenza,
Cubatão - San Paolo, Brasile